Uovo
Linguetta #182 / ALBI. Un albo illustrato di Ruth Krauss e Crockett Johnson più un racconto horror di Jerry Spinelli per girare intorno al senso più profondo di un semplice uovo.

Ehilà, eccomi con una nuova Linguetta!
Questa puntata arriva nel giorno di Pasquetta e sarà una cosa leggera, poche parole per riprendersi da pranzi pasquali, uova di cioccolato e colombe che non volano.
E sarà un esperimento per qualcosa che ancora non è ben definito, ma che sta prendendo forma nella mia testa: una volta ogni tanto, Linguetta parlerà di un albo illustrato (o libro a figure) e ci aggancerà una o due cose letterarie brevi che in qualche modo c’entrano.
Perché la lingua diventa più chiara nei grovigli della letteratura.
Questa cosa potrà cambiare nel corso del tempo (sia nella forma sia nella frequenza), e forse è anche questo il senso della parola ‘esperimento’: vedere come va e poi provare a modificare le variabili in gioco.
La breve Linguetta di oggi gira attorno a quell’oggetto sferoidale (che per Pasqua a noi piace rivestire di cioccolato), e lo fa raccontando qualcosa sull’albo illustrato L’uovo felice.
Scritto da Ruth Krauss.
Illustrato da Crockett Johnson.
Tradotto da Sara Saorin.
Pubblicato da Camelozampa nel 2023.
Edizione originale del 1969.Nel suo piccolo formato da 15,5 x 20 cm L’uovo felice riesce a fare tutto nell’equilibrio costante della semplicità: una pagina bianca a sinistra (col testo) e una pagina gialla a destra (col disegno in bianco e azzurro).
Leggere ad alta voce quelle brevissime frasi immerse nello spazio del possibile, restituisce il valore di un linguaggio che si prende cura, e perciò ha bisogno soltanto del tempo.
Che secondo me è condensato nella tavola centrale, fatta di sole due parole (delle 35 complessive che ricorrono in tutta la storia):
e covato
covato
covatoe covato.
La ripetizione non spaventa, anzi prepara a qualcosa che ancora non si sa fare e che poi diventerà normale: ciò che ci viene raccontato nella prima tavola, quando ancora tutto è potenza.
Pagina di sinistra bianca con la frase C’era una volta un uccellino.
[e pagina di destra gialla, con il disegno di un piccolo fiore bianco e un uovo azzurro]
Spesso, le grandi storie hanno bisogno di poche parole, pochi tratti, pochi colori, ma contengono tanta vita.
L’enigma del prima
A parlare di uova e di nascite, la mia testa ha fatto un bizzarro salto verso un libro di racconti che s’intitola Storie del terrore da un minuto.
Scritto e illustrato da 72 autorə e illustratorə.
Curato da Susan Rich.
Tradotto da Giuseppe Iacobaci.
Pubblicato da Mondadori (2010) e Feltrinelli (2021).
Edizione originale del 2009.Si tratta di una raccolta di racconti scritti, disegnati, sceneggiati che durano al massimo due pagine, quasi sempre una, a volte anche di meno. Come nel racconto di Jerry Spinelli, che s’intitola L’uovo o la gallina. E fa così:
— Sono arrivato io per primo — disse Uovo.
— No, sono arrivata io per prima — disse Gallina.
— Io — disse Uovo.
— Io — disse Gallina.
— Io!
— Io!
— Io!
— Io!
— Okay — disse Gallina. — Hai vinto. — E beccò Uovo. Sette volte. Da sette buchi Uovo sanguinò giallo nella terra dell’aia. Finché fuori fu Uovo, dentro fu vuoto.
Gallina sogghignò. — Però indovina chi resta per ultimo.
L’inquietante divertimento che c’è qui dentro lascia tutto in sospeso, non risolve le cose dell’enigma millenario. O forse sì.
Il bello sta nel cercare, senza per forza avere sempre una risposta. E magari così, può capitare di scovare l’easter egg1 che può sempre sorprenderci.
Mi sa che è tutto, noi ci leggiamo alla prossima Linguetta!
Curiamoci delle cose e facciamoci domande, che in fondo basta usare il 💖, lo stesso cuore che sta qui sotto e che potete pigiare per dirmi se v’è piaciuta la puntata (come i pulsanti di commento e restack).
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Un libro
L’arcipelago delle isoleombra, che io ho scritto, Marianna Balducci ha illustrato, Sabìr ha fatto diventare vero nel 2024.
Cose che faccio
Seguo progetti di educazione alla lettura, leggo ad alta voce, faccio formazione su albi illustrati e comunicazione. Se ci sono maestrə, insegnanti, bibliotecarə, libraə, adulti curiosi che vogliono fare una di queste cose insieme a me, trovate tutto sul mio profilo Linktree.
Alla lettera, easter egg si traduce con ‘uovo di Pasqua’. Nei prodotti informatici o nelle opere letterarie come videogiochi, libri, film, serie tv si tratta di qualcosa che chi ha ideato l’opera nasconde, con un unico scopo: farci sorridere della sorprendente scoperta.
Ah, anche nell’Arcipelago delle isoleombra c’è un easter egg! Se lo trovate, fatemelo sapere 😉.











Ciao Andrea,
grazie di questa nuova condivisione.
Mi sono giunte "parole chiave" capaci di aprire porte verso nuovi orizzonti nell' arcipelago delle isoleombra:
- Il bello sta nel cercare
- nei grovigli
- l'equilibrio costante della semplicità
- l'uovo felice
- tutto è potenza -
- tanta vita
- un bizzarro salto
- un esperimento