Trasformarsi
Linguetta #211 / ALBI. Conteniamo storie che rischiamo di dimenticare, se non ci ascoltiamo: l'albo illustrato "L'opera liquida" di Renato Moriconi riesce a farcele vedere.

Ehilà, eccomi con una nuova Linguetta!
Che è una di quelle puntate più brevi, che s’infila in un albo illustrato e prova a vedere che cosa ne esce, partendo sempre da qualcosa che ha spostato le mie coordinate emotive.
Nelle scorse settimane sono stato in alcune seconde medie per il secondo incontro del laboratorio di lettura Io sono storie.
Funziona così: nell’incontro di due ore di un paio di mesi fa, con ragazze e ragazzi abbiamo chiacchierato di libri, gliene ho raccontati un po’ e nella seconda parte ho fatto vedere loro alcuni oggetti che mi riguardavano, che ho usato fino a quando avevo la loro età, 12 anni. Così ho tirato fuori da un sacco:
Fiabe italiane di Italo Calvino
il numero 2000 di Topolino
la VHS di Fantasia
Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari
un elefantino di plastica dura che si trasforma in un sasso
un berretto lavorato a maglia
il dvd di Indiana Jones e il tempio maledetto
un libro fotografico di Piero Angela sul mar Mediterraneo
un vecchio Indovina chi
la cartuccia della Nintendo 8 bit con Super Mario Bros e Duck Hunt
Ecco, queste cose sono un mio tentativo di esaurimento, ciascuna di esse rappresenta un pezzetto di quello che ero e di quello che sono.
Così, nel secondo incontro sono state ragazze e ragazzi a raccontarsi attraverso vari oggetti, e io sono stato in ascolto.
Ci sono storie che stanno tutto intorno a noi, e ci sono storie soprattutto dentro di noi.
Le conteniamo, le storie.
E raccontandole è come se regalassimo un pezzetto di quelle storie alle persone che le ascoltano, ci esponiamo e ci diciamo come quelle storie ci hanno cambiatə.
Un pezzo alla volta
Nella parte finale del secondo incontro leggo sempre ad alta voce qualche albo illustrato che in qualche modo tocca quel mare di cose che ci portiamo dentro e che lì, in quel breve spazio di tempo, condividiamo.
Spesso sono albi senza parole, come L’opera liquida di Renato Moriconi, che riassume bene il senso delle storie che possiamo immaginare, costruire, ascoltare.
Scritto e illustrato da Renato Moriconi.
Pubblicato da Gallucci nel 2023.
Titolo originale Concerto de piscina.
Edizione originale del 2021.Nello sfogliare ogni doppia pagina c’è un gusto della scoperta che è lo stesso che sperimentiamo con la lingua, ogni volta che ci avventuriamo dentro una storia scritta.
Ed è un oggetto, che contiene un oggetto che contiene: cioè, una piscina.
Così, nel guardare quel vuoto d’acqua (ma pieno d’aria) ci siamo chiestə che cosa sarebbe successo al giro di pagina, chi sarebbe comparsə – anche se la copertina, un’idea ce l’aveva forse suggerita.
Ed ecco il direttore d’orchestra in versione bianco e nero accanto a quel parallelepipedo scavato, fermo immobile prima di iniziare qualcosa.
Prima che le cose succedano in maniera imprevedibile.
Com’era successo ad esempio con il precedente racconto di una ragazza: quando era uscita portando una medaglia e aveva detto:
Questa medaglia l’ho vinta in una gara di ginnastica, ed è un misto di emozioni per me, perché allora non sapevo ancora che quella sarebbe stata la mia ultima volta di ginnastica; perché poi, non trovandomi bene in quell’ambiente, ho cambiato sport.
Ecco, un ricordo che diventa significativo nella perdita di qualcosa. E mi ha fatto venire in mente una cosa che ho letto di recente nel bel libro NO/LO Manifesto del bere senza alcol di Riccardo Astolfi, quando dice:
E alla fine, questo è il vero lusso: ricordare tutto. Anche quello che fa un po’ male. Anche quello che non avevamo previsto. Senza distorsioni. Senza dissolvenze.
L’opera liquida di Renato Moriconi è una metamorfosi continua, è un procedere secondo una partitura che ogni volta che lo leggo a un pubblico diverso, cambia.




Però c’è una cosa che nell’ultima classe in cui sono stato una ragazza mi ha detto:
Ho capito! Quello che ogni volta compare dentro alla piscina, è lo stato emotivo del direttore d’orchestra. È lui che cambia e ci fa vedere che cosa gli succede.
Ecco, un albo senza parole può lasciare senza parole, quando ti metti ad ascoltare le domande e le suggestioni che riesce a sollevare.
Succede ogni volta che ci ascoltiamo, che ci prendiamo il tempo di far parlare le cose che abbiamo dentro, lasciandoci percorrere da incognite e interrogativi, tipo questi:
Che cosa contiene il nostro corpo? Quanti movimenti? Quante gocce d’acqua? E se portassimo fuori quello che c’è dentro, quanto misurerebbe il nostro corpo?
A srotolare le nostre emozioni, chissà dove finiremmo. Forse capiterebbe come nel leporello Le cose in-misurabili di Ayumi Kudo, che illustra tante cose che possiamo provare a misurare:
il grado di oscurità del cuore
la tensione elettrica del colpo di fulmine
il volume d’acqua per lasciare correre il passato
il tepore del sospiro di sollievo
il tempo giusto per entrare nel tuo sogno
il silenzio dopo che mi hai lasciato
la grande differenza tra dire Buon appetito e grazie per l’ottima cena e non dire
l’intensità dell’acquazzone amoroso
la temperatura dello sguardo che mi guarda
Mentre misurarci con un albo illustrato come quello di Renato Moriconi spalanca continui imprevisti, e a scuola può diventare il testo attorno a cui ragionare per tanto tanto tempo.
Raccontando soprattutto del potere che abbiamo di creare opere, che suonano in tante maniere diverse, a seconda di chi orchestra la magia.
Mi sa che è tutto, noi ci leggiamo alla prossima Linguetta!
Mettiamoci in ascolto delle storie che conteniamo, che in fondo basta usare il 💖, lo stesso cuore che sta qui sotto e che potete pigiare per dirmi se v’è piaciuta la puntata (così come i pulsanti di commento e restack).
Per rendere tutto più intenso e personale, potete scrivermi all’indirizzo alesci.andrea.m@gmail.com.
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Libri e dintorni
L’ultimo libro che ho scritto è L’arcipelago delle isoleombra (Sabìr, 2024, illustrazioni di Marianna Balducci).
Se volete invitarmi da qualche parte a raccontare di isole, mari, lingua, oppure per leggere ad alta voce, scrivetemi o mandatemi un corvo 😜.










Ciao Andrea, le riflessioni e le reference librarie che porti sono sempre spettacolari 🌸
La copertina dell'opera liquida mi ha fatto ricordare il libro "prima della prima" (di Kuskin-Simont) che racconta il rituale di 105 persone che si preparano per andare a suonare. Loro sono musicisti e per lavoro trasformano note, nere su fondo bianco, in suono. Loro sono persone vestite di nero su fondo bianco e anche loro sono note con dentro le proprie abitudini, gli affetti, i pensieri, ed è ciò che sono che si trasforma in movimento quando sono sul palco. Io l'ho letta così, ma chissà i tuoi ragazzi che perle avrebbero suggerito)
Buona settimana, a domenica prossima!