Trascuratezza
Linguetta #217 / Prendere decisioni pubbliche significa coinvolgere le persone: vediamo un caso negativo di cattiva comunicazione dentro la Rete bibliotecaria bresciana e cremonese.
Ehilà, eccomi con una nuova Linguetta!
Mio papà è originario di un paese siciliano (Capo d’Orlando) e da quando sono piccolo vado ogni anno in Sicilia, e solo sentirne pronunciare il nome mi fa vibrare qualcosa dentro che è difficile spiegare.
Spesso mi hanno chiesto perché non mi trasferissi giù, potendo contare su una casa al mare. Ecco, la mia risposta parte sempre da una parola: servizi pubblici (che ahimè mancano).
Il servizio pubblico è come un evidenziatore: mette in risalto le cose.
Il servizio che mi mancherebbe di più è quello delle biblioteche, che abitando a Brescia ho imparato a conoscere e amare fin da bambino: come spazio da abitare, dove incontrare persone, da vivere anche a distanza usando quotidianamente il catalogo online – a Brescia Opac (Online public access catalogue, cioè catalogo online ad accesso pubblico),
Si tratta di un servizio che è come un’estensione del mio corpo, e senza sarebbe difficile muoversi.
Allora, quando quel pezzo viene intaccato da alcune decisioni politiche, è il corpo che ne risente: quello personale e quello collettivo.
Comunicazione sballata
Giusto alcuni anni fa, nella ristretta biblioteca di Capo d’Orlando ho provato a chiedere di farmi arrivare alcuni libri da altre biblioteche, ma la bibliotecaria mi disse:
Si può fare però bisogna pagare, perché vengono spediti tramite la posta.
Sono certo che ci sono realtà bibliotecarie che funzionano bene anche in Sicilia (e in tante altre parti d’Italia), ma essendo abituato al funzionamento di rete e al prestito interbibliotecario1 istantaneo della Rete bibliotecaria bresciana e cremonese (Rbbc), quella frase mi ha lasciato con la mascella spalancata.
Purtroppo, anche quel servizio di prestito interbibliotecario che è sempre stato una colonna portante della Rbbc è ora stato ridimensionato per una decisione politica che ha deciso di investire meno soldi.
Di fatto, lo scorso 6 luglio è stato comunicato con una mail che il servizio sarebbe cambiato dal 15 luglio. Di seguito la comunicazione ufficiale:
Gentile lettrice, gentile lettore,
ti informiamo che dal 15 luglio 2026 entra in vigore una nuova regola sperimentale sul prestito interbibliotecario (PIB), ovvero tutti quei documenti richiesti ad altre biblioteche della Rete, decisa dalla Provincia di Brescia e valida su tutte le biblioteche della Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese (RBBC).
In sintesi:
- Resta invariato il numero massimo di prestiti: fino a 10 contemporaneamente.
- Novità: di questi 10, massimo 3 al mese potranno essere PIB.
Il servizio PIB è sempre stato un fiore all’occhiello della RBBC fin dalla sua fondazione, arrivando a essere preso come esempio da altre Reti bibliotecarie. La costruzione di una Rete bibliotecaria serve proprio per mettere in condivisione i cataloghi delle singole biblioteche.Con il trascorrere degli anni il servizio è cresciuto continuamente e ne sono riconosciuti da lettrici e lettori l’utilità e l’estremo valore.
Tuttavia l’attuale gestore del servizio ha comunicato di non poter più sostenere i costi sempre crescenti per svariate ragioni tra le quali gli adeguamenti contrattuali dei dipendenti e l’aumento del costo del carburante a seguito dei gravi eventi mondiali.
Il messaggio finiva con il link a una pagina di faq2. Guardiamo alcune di queste domande da vicino, dal punto divista dell’efficacia e della correttezza comunicative:
Perché questa sperimentazione?
Nel 2025 la Rete ha gestito 650.000 PIB, circa uno al minuto per tutto l’anno. È un successo che ha messo alla prova logistica e budget. La modifica serve a garantire che il servizio resista e che i libri che ordini arrivino in tempi ragionevoli.
N.B: 53 PIB al giorno non vengono ritirati da chi li ha richiesti.
→ Al di là del dato errato di circa un PIB al minuto (visto che i minuti durante un anno sono 525.600), l’aspetto più grave sta nella nota, quando si sottolinea che “53 PIB al giorno non vengono ritirati da chi li ha richiesti”.
Sembrerebbe un numero enorme, ma se facciamo un semplice calcolo aritmetico notiamo che rappresenta il 2,44% del totale di prestiti interbibliotecari annui.
Perché proprio 3?
È una soglia che copre oltre il 90% dei nostri utenti. Per chi ne fa di più, è un aggiustamento necessario.
→ Due cose:
manca la precisione nel dato: oltre il 90% come lo leggiamo? 91%, 92%, 95%, o semplicemente 90 virgola qualcosa? Dai dati ufficiali risulta che lə utenti attivə (che hanno fatto almeno un prestito durante l’anno) nel 2025 sono statə 175.966.
Se assumiamo 90% come numero di utenti che arriva al massimo a 3 prestiti interbibliotecari, allora il restante 10% che va oltre i 3 prestiti interbibliotecari al mese equivale a 17.596 persone, che vengono ridimensionate nel loro usufruire di un bene pubblico.
la frase “per chi ne fa di più, è un aggiustamento necessario” denota un approccio antidemocratico, con quel 10% di persone a cui viene detto in modo intransigente di adeguarsi, di rinunciare a un diritto. È così, punto e basta.
Sono penalizzato se leggo molto?
Sui prestiti locali, cioè quelli dei libri della tua biblioteca, no. Se fai più di 3 PIB al mese, sì, è un aggiustamento. Ma siamo pochi a superare quel numero: per la maggior parte dei lettori non cambia nulla.
→ Viene di nuovo ribadito che “siamo pochi a superare quel numero”, trattando quel 10% di persone (e implicitamente anche quelle che potenzialmente potevano andare oltre i 3 prestiti interbibliotecari al mese) come individui che devono obbedire.
E se un libro che mi serve è solo in un’altra biblioteca?
Puoi ordinarlo come PIB, entro il limite di 3 al mese. Se hai già esaurito la quota, attendi il mese successivo o chiedi al banco se esiste un’edizione alternativa nella tua biblioteca.
→ Forse il capolavoro di arzigogolo burocratico, un uroboro che mangia sé stesso ponendo una domanda senza risposta. La soluzione è sempre la stessa: attaccarsi alla proverbiale maniglia.
La mediazione mancata
L’esempio di questo disservizio della Rbbc aiuta a vedere come non funziona una lingua, che non è mai un’imposizione ma sempre una condivisione, l’esito di una collaborazione tra la comunità di chi la parla.
Le azioni pubbliche sono azioni collettive.
È proprio l’assenza di una mediazione che traspare dal comunicato della Rbbc, il tentativo di autogiustificare una decisione presa a tavolino dagli organi politici, senza consultare bibliotecarie e bibliotecari, e soprattutto le persone che usano il servizio ogni giorno.
Sarebbe bastato creare una spazio di confronto pubblico per trovare soluzioni di compromesso, transitorie:
agendo su quel 2,44% di persone che non ritira i prestiti interbibliotecari prenotati con piccole restrizioni sul prestito a chi ad esempio dimentica di ritirare per due volte i libri richiesti.
differenziando i tetti massimi di prestiti interbibiliotecari mensili: ad esempio 3-5 per il 90% dellə utenti e 10 per il restante 10% che sfrutta molto questo servizio.
capendo chi sono le persone che sfruttano molto il servizio di prestito interbibliotecario:
studenti che richiedono testi universitari
persone che fanno ricerca
libraə che si documentano prima dell’acquisto
professionistə che fanno educazione e promozione della lettura
insegnanti che leggono libri da proporre in classe
persone che abitano in paesi piccoli con biblioteche minuscole e accesso a cataloghi limitati
La Rete bibliotecaria bresciana e cremonese è da anni un modello per le altre realtà italiane, eppure anche dove le cose funzionano c’è sempre possibilità di migliorare, e ahimè c’è la possibilità di fare passi indietro.
Questo è un salto nel passato, che ritorna a vedere le biblioteche come cellule indipendenti e separate, facendo venire meno il senso di una grande biblioteca unica di sistema. Soprattutto, è un modo autoritario di esercitare la funzione pubblica, creando disvalore attorno alla lettura.
Ed è l’ennesima azione di contrasto alla cultura umana, che nel tempo ha concentrato le idee nella forma-libro. Quelle idee che spesso fanno paura a chi prende decisioni politiche e muove soldi pubblici.
L’auspicio è che la voce delle persone riesca a fare massa, anche con la petizione attivata su change.org; soprattutto trovando soluzioni comuni, mettendo in gioco le prospettive di chi governa e di chi abita quello spazio governato.
P.S.
Oggi la Linguetta ha un tono più personale e “di pancia”, soltanto che a volte serve dire le cose come stanno, perché ogni disfunzione non diventi normalità accettabile.
🖊️ Inversi
Oggi pochi versi dalla raccolta di poesie Scrivere sul margine di Matteo Pelliti (disegni di Guido Scarabottolo).
Ghiaccio
Scrivere come se la pagina fosse
uno strato di ghiaccio sottile
su acque profonde.
📚 Ai bordi del rettangolo
Visto che sono state settimane di calcio coi mondiali maschili, il consiglio è per un romanzo che ho scelto per la bella copertina (di Francesco Senesi), perché il traduttore è Enrico Terrinoni e perché l’autore è omonimo di un Beatles: George Harrison. Il libro s’intitola Season. La nuova stagione, e come riescono a fare le belle storie, prende un argomento (il calcio) e lo usa per portarci dentro alle vite delle persone: in questo caso il Vecchio e il Giovane, che seduti su due sgabellini adiacenti allo stadio, seguono la stagione della squadra della loro città, mentre sullo sfondo si disegnano le loro traiettorie di vita solitarie, che poi forse lo diventano un po’ meno.
Mi sa che è tutto, noi ci leggiamo alla prossima Linguetta!
Ricordiamoci di rispettare sempre tutte le persone, in ogni azione e comunicazione, che in fondo basta usare il 💖, lo stesso cuore che sta qui sotto e che potete pigiare per dirmi se v’è piaciuta la puntata (così come i pulsanti di commento e restack).
Per rendere tutto più intenso e personale, potete scrivermi all’indirizzo alesci.andrea.m@gmail.com.
Chi vuole sostenere Linguetta può farlo dentro Substack con 30 euro all’anno.
Libri e dintorni
L’ultimo libro che ho scritto è L’arcipelago delle isoleombra (Sabìr, 2024, illustrazioni di Marianna Balducci).
Se volete invitarmi da qualche parte a raccontare di isole, mari, lingua, oppure per leggere ad alta voce albi illustrati, scrivetemi o mandatemi un corvo 😜.
Ah, mi trovate anche su Instagram, Threads, LinkedIn.
Il prestito interbibliotecario è un servizio di prestito dei documenti (libri, giochi, dvd) all’interno di una rete bibliotecaria: se la mia biblioteca non ha il documento che cerco, posso prenotarlo in un’altra biblioteca e scegliere dove andarlo a ritirare fisicamente.
faq è l’acronimo inglese di frequently asked questions, cioè un prospetto di domande e risposte organizzate per punti per rendere più chiara e leggibile una spiegazione.













Caspita, Andrea, capisco la tua frustrazione! La cosa che mi colpisce e rattrista di più è che il servizio viene ridotto proprio perché è un servizio che funziona. Assurdo! Invece di cambiare le cose che non vanno mettiamo mano a quelle che vanno? Ho capito che ci sono costi, ma insomma con tutto lo spreco che c'è altrove e con tutto il ritorno di valore che sicuramente quel servizio porta.
Grazie per questa condivisione. Faccio parte anche io di quel 10% e condivido tutte le tue osservazioni. Il PIB è un servizio preziosissimo per chi legge molto e/o fa ricerca e ha bisogno di avere accesso a libri meno "mainstream". Non mi aspettavo proprio una scelta di questo tipo.