Sulla morte - vol. 1
Linguetta #212 / La prima di due puntate che fa un giro attorno a una parola che fatichiamo a nominare, ma che come tutte le altre che pronunciamo è parte necessaria della vita.

Ehilà, eccomi con una nuova Linguetta!
Lo scorso dicembre ho partecipato a una tavola rotonda a cura dell’associazione NIMO, che s’intitolava Spiegare la morte ai bambini.
È un tema che spesso fuggiamo, quello della morte, in particolare del rapporto che possiamo creare con bambine e bambini attorno alla morte.
‘Morte’ è una parola tabù, cioè una proibizione radicata in una cultura.
Eppure la lingua può sempre aiutarci a non escludere pezzi di vita, perché è uno strumento d’esplorazione: serve a indagarci, a capire chi siamo e quali sono le cose che contano per essere umani.
Riesce a farlo in un modo potente attraverso quella tecnologia che usiamo pressoché in modo invariato da più di cinquecento anni: il libro.
Così, è tra gli albi illustrati che mi sono mosso, perché lì dentro è sempre un testo che muove il pensiero, anche quando il libro è fatto solo di figure.
Perciò, ora faremo un breve viaggio dentro agli albi illustrati per vedere come una storia riesce a fare funzionare chi la sente e chi la legge, come riesce a farci vedere oltre.
Negli albi illustrati possiamo muoverci per esplorare l’ignoto, lo sconosciuto, l’altro, l’aldilà.
Spazio d’immaginazione
La pagina di un albo illustrato è un posto dove si generano possibilità, allora succede come nell’albo Dove sono tutti? di Remy Charlip, che inizia con una pagina bianca e quattro parole:
Ecco un cielo vuoto.
Poi, iniziano a comparire i personaggi, accompagnati sempre da brevi frasi: compaiono ad esempio il sole, le colline, un uccello, finché non passa una nuvola nera, che poi diventa grigia. E uno alla volta, tutti gli elementi scompaiono, fino all’ultima tavola senza più nulla, nemmeno una parola, ma soltanto una fitta pioggia che cade.
Dove sono andati tutti? Hanno smesso di esistere? Esistono solo quando il libro verrà riaperto? Continuano a vivere nella mente di chi ha letto, nella sua memoria? O c’è un altrove da immaginare?
Le storie ci allenano all’imprevedibilità, ma anche all’irreversibilità. E possono farlo con i toni più diversi, spesso usando l’umorismo.
Come negli albi della casa editrice Minibombo:






Oppure nel geniale I leoni non mangiano crocchette scritto e illustrato da André Bouchard per Glifo edizioni.
O ancora, in quel capolavoro di testo, immagini, composizione e formato che è Questo non è il mio cappello di Jon Klassen.
Ridere di chi scompare, di chi non c’è più, è un modo di confrontarsi con la morte, di accettare che chi vive a un certo punto non potrà più farlo.
La soglia invisibile
Bambine e bambini indagano l’invisibile, per loro costituzione, sono in grado di spiare oltre la soglia, di infilarsi negli armadi che separano realtà e fantasia, come nelle Cronache di Narnia.
L’invisibile ha a che fare con il non detto, con le emozioni che arrivano anche senza le parole, come nei silent book in cui sono solo le immagini a raccontare. Lo specchio dell’empatia umana, che è la parte più autentica con cui comunichiamo, proprio perché siamo corpi.
E in questo nostro essere corpi risiede la vulnerabilità, la friabilità, l’essere mortali.
La morte evoca paura, angoscia.
Chiedersi che cos’è ci aiuta a vederla meglio, come parte essenziale della vita. Come accade nell’albo illustrato Così è la morte?, nel quale Ellen Duthie e Anna Juan Cantavella hanno raccolto le domande di un pubblico dai 4 ai 15 anni, selezionandone alla fine 38 e provando a entrarci dentro – purtroppo il libro non è più acquistabile perché la casa editrice Logos ha chiuso lo scorso dicembre, ma per fortuna ci sono le biblioteche.
Ci hanno insegnato a temere la morte, a cercare di combatterla e sconfiggerla, nell’illusione di dimenticarla. Ma interrogarsi sulla morte significa interrogarsi sulla vita, cioè aprirsi al mistero.
La morte è un limite che definisce il campo delle possibilità di una vita.
Spesso come adulti sfuggiamo alle domande di bambine e bambini, mascherandoci dietro la frase “è troppo piccolə per capire”.
Quando invece chi è più piccolə capisce benissimo le cose, e sono gli adulti troppo spaventati per parlarne. Non è che bambine e bambini non abbiano paura, ma capiscono che la paura serve sempre, perché protegge.
Ecco, per ora finiamo qui.
Ma nella puntata vol. 2 intorno alla morte ripartiremo proprio dalla paura, che ci può aiutare ma può anche essere una gabbia, poi passeremo attraverso altri albi illustrati, un paio di saggi, due romanzi per ragazzə e chiuderemo con una piccola guida bibliografica.
Linguetta cambia frequenza, oscilla tra comunicazione e letteratura, insomma continua a sperimentare. Che è quello che facciamo ogni giorno da quando nasciamo: sperimentiamo la vita.
🖊️ Inversi
Oggi pochi versi dalla raccolta di poesie Poemario di campo, scritta da Alonso Palacios e illustrata da Leticia Ruiférnandez (traduzione di Francesca Lazzarato). Ecco la poesia numero 21:
Nella pace dei campi,
le querce come
navi solitarie.
En la paz de los campos
solitarias encinas:
barcos.
📚 Trovarsi al di fuori
Il consiglio è per la graphic novel Senso di Alfred, perché a volte basta un giorno in cui va tutto storto per inciampare in qualcunə che non ci saremmo aspettatə, come capita a Germano ed Elena, dentro quell’atmosfera sospesa di caldo notturno che ha la stessa morbida temperatura di un sogno selvatico.
🎥 Cerchie d’amore
Forse non ho mai pianto per una serie TV come a guardare le due stagioni di sense8. C’è dentro così tanto di quello che possiamo essere, se solo ci concediamo l’un l’altra la possibilità di essere e basta, senza giudicarci. Lana e Lilly Wachowsky hanno costruito una cosa che contiene rari momenti di intensità narrativa, e ora che l’ho finita viene subito voglia di rientrarci.
🎧 Una voce ne fa tante
È tratto dall’omonima graphic novel di Zerocalcare ed è raccontato da Zerocalcare: si tratta del podcast in cinque episodi Nel nido dei serpenti. E il migliore invito all’ascolto è una delle frasi che pronuncia Zerocalcare nell’ultimo episodio: “Andare oltre la linea delle nostre paure, mettere un argine all’intollerabile, accollarci la responsabilità del tempo che abitiamo”.
Mi sa che è tutto, noi ci leggiamo alla prossima Linguetta!
Diciamo le parole difficili da dire, che in fondo basta usare il 💖, lo stesso cuore che sta qui sotto e che potete pigiare per dirmi se v’è piaciuta la puntata (così come i pulsanti di commento e restack).
Per rendere tutto più intenso e personale, potete scrivermi all’indirizzo alesci.andrea.m@gmail.com.
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Libri e dintorni
L’ultimo libro che ho scritto è L’arcipelago delle isoleombra (Sabìr, 2024, illustrazioni di Marianna Balducci).
Se volete invitarmi da qualche parte a raccontare di isole, mari, lingua, oppure per leggere ad alta voce albi illustrati, scrivetemi o mandatemi un corvo 😜.

















Ommamma che meraviglia di puntata, voglio sottolineare tutto, voglio condividere tutto... Ora me la salvo, e la riascolterò (perché a me la tua voce piace troppo). E poi penso a cosa farne, ma resterà nel cuore.
Io ho un libro di riferimento sulla questione che è L'Anatra La Morte e il Tulipano, e ho sempre pensato che la Morte che va a prendere l'Anatra sia MORTE di Terry Pratchett, che spero sia anche chi ci sarà ad aspettarmi dall'altro lato, con cui potremo parlare di gatti lungo la strada.