Agosto
Mesi #3 / Chiara Lorenzoni e Irene Penazzi ci accompagnano dentro un mese che sta piantato nel cuore dell'estate, fatto soprattutto di voglia di rallentare e osservare.
Ehilà, eccomi con una nuova puntata di Mesi x Linguetta!
Si bloccano anche i pensieri nel caldo torrido di quest’estate, con quell’aggettivo ‘torrido’ che ha a che fare con l’essere asciutto, secco, arso come un prato rimasto senz’acqua.
Il caldo prosciuga le parole.
Allora, per ritrovarle e continuare a raccontarci storie, serve fare un tuffo in acqua. Serve provare a superarci, a immaginare scenari che ancora non abbiamo percorso.
Che poi è quello che il 6 agosto 1926 fece la giovane Gertrude Ederle, disegnata nella copertina del Libro di agosto da Irene Penazzi mentre nuota circondata da una costellazione di cose che hanno fatto parte della sua vita.
Nata il 23 ottobre 1905 a New York, scoprì fin da bambina che il suo elemento era l’acqua, da ragazzina vinse gare su gare di nuoto, nel 1924 tornò a casa dalle Olimpiadi con tre medaglie e poi andò in cerca di altre sfide, come racconta chiara lorenzoni nel testo di questo giorno d’agosto di cento anni fa:
Nell’agosto del 1925, il suo primo tentativo di traversata della Manica fallì. Ci riprovò l’anno successivo, partendo alle 7.08 del 6 agosto del 1926.
Dopo 14 ore e 34 minuti, e 35 miglia di mare, arrivò sulla costa britannica. Clamoroso!
La prima donna ad attraversare la Manica a nuoto aveva polverizzato il record maschile, del 1923, di Enrico Tiraboschi.
Dopo questa impresa, ebbe grande successo; in seguito perse l’udito e cominciò una nuova fase della sua vita, diventando insegnante di nuoto per bambinə sordə. Morì in un paesino del New Jersey nel 2005, all’età di 98 anni.
Il lungo sogno
Pare che Salvador Dalì si mettesse spesso a sonnecchiare su una poltrona, tenendo in mano una pesante chiave; e che quando questa chiave gli cadeva di mano picchiando a terra, il rumore lo svegliava e lui era pronto a fissare sulla tela il residuo del sogno, una scia dell’altrove.
Ecco, agosto è una specie di traccia tra sveglia e sonno.
È un lungo momento di riposo che ci permette di osservare meglio, di guardare con la lentezza le cose che ci scorrono intorno.
Si tratta di annotare, come ha fatto Chiara Lorenzoni mettendo in fila le parole dei giorni racchiusi nel Libro di agosto, anche quelli senza illustrazioni di altri due 6 agosto dell’umanità.
6 agosto 1945
La bomba atomica Little Boy viene sganciata dagli Stati Uniti d’America su Hiroshima, provocando la polverizzazione della città giapponese e la morte istantanea di più di 80.000 persone. Incalcolabile il numero dei feriti.
6 agosto 1991
Nasce ufficialmente il World Wide Web, con la messa on line del primo sito della storia: info.cern.ch. Il merito va all’informatico britannico Timothy John Berners-Lee, vincitore poi del prestigioso Premio Turing, il “Nobel” dell’informatica.
Espandere agosto
Per gli antichi Romani agosto era sextilis, il sesto mese del calendario, e anche quando nel 713 a.C. Numa Pompilio aggiunse gennaio e febbraio, continuò a chiamarsi così.
Fu solo nell’8 a.C. che l’ottavo mese dell’anno fu intitolato all’imperatore Augusto e nacquero le feriae Augusti, cioè quel ferragosto di riposo, in cui venivano distribuite mance a chi lavorava.
Un’espansione di nome e di spazio concessa ad agosto, che ora proviamo ad espandere con altre due date agostane e relativi consigli di lettura, visione, ascolto da parte di Chiara Lorenzoni e Irene Penazzi.
Chiara Lorenzoni1
Scelgo il 3 agosto 1883, cioè quando viene decifrata la struttura chimica dell’indaco, aprendo così la via alla sua creazione in laboratorio.
Scelgo questa data non tanto per la scoperta scientifica che c’è alla base, ma per la trama poetica che riluce in fondo. In verità credo che sia stata questa la linea guida, anche inconscia, che mi ha condotto a scegliere gli eventi rappresentativi dei giorni da raccontare. E in questo caso pensare di poter raccontare un colore, di evocarlo con le parole e la sua storia millenaria, era una opportunità che volevo cogliere.
Il colore indaco è uno dei pigmenti vegetali più antichi, attraversa la storia greca, egizia e romana, racchiude sfumature misteriose, si scioglie in rifrangenze azzurre e lilla e violetto. Tra i colori, è per me il più misterioso e inafferrabile. Un tempo proveniva dalla complessa lavorazione di una pianta, la indigofera tinctoria, e anche questo è un aspetto che trovo molto affascinante: cosa si può racchiudere di inaspettato e prezioso dietro a un’apparente normalità? Quante meraviglie ci sono nel mondo vegetale che noi, abitanti del globo iper tecnologici, non conosciamo più?
Raccontare questa storia, mi ha portato nel terreno fertile delle metafore, delle riflessioni e delle profondità. E forse mi ha fatto riflettere sul passo lento necessario per accorgersi del luogo-mondo in cui viviamo.
I TRE CONSIGLI
Piccola flora del viandante di Marine Cressy (traduzione di Caterina Ramonda). Una piccola ma ricchissima raccolta botanica tascabile.
E il consiglio collegato è di scaricare un’applicazione per il riconoscimento delle specie vegetali esistenti. Io ne uso una molto articolata in cui, accanto al nome scientifico, ci sono il nome comune e le particolarità legate alla specie identificata. Nel tempo mi sono costruita un archivio di nomi di piante, alberi, fiori e semi che sono legati a un ricordo di viaggio, un sentiero, una strada o un parco che ho frequentato.
Perfect days di Wim Wenders. Scelgo questo film per la cura dello sguardo e anche per il komorebi, ovvero l’osservazione dei giochi di luce e ombre prodotte dal sole che riluce tra le foglie degli alberi.
Tutta la colonna sonora del film Perfect days. Un viaggio nel viaggio.
Irene Penazzi2
Io scelgo il 12 agosto 1883, data della morte dell’ultimo esemplare di quagga nello zoo di Amsterdam.
Si tratta del primo disegno che ho abbozzato, mi ha subito colpito molto.
Mi colpisce e rattrista, in parte, questa notizia, che io interpreto quasi sommessa, me la immagino all’epoca considerata di poca importanza, in sordina, come poi succede anche ora, nel momento attuale, quando una specie si estingue – come se nulla fosse.
Io ritengo invece che tali notizie debbano avere una portata grande e rumorosa, da non lasciare indifferenti.
Oggi le specie si estinguono a una velocità circa 100 volte superiore a quella del passato e questo mi fa riflettere sull’urgenza di preservare e difendere in tutti i modi possibili e con impegno la biodiversità in tutte le sue forme.
I TRE CONSIGLI
Capriole sotto il temporale di Katherine Rundell (traduzione di Mara Pace). È un libro per ragazzi che parla di un'infanzia libera e selvatica in Africa e poi di un cambio di vita repentino con la costrizione in un college inglese, non distante dallo zoo di Londra, dove la protagonista, Will, trova rifugio per una notte nella gabbia delle scimmie. Una storia di perdita, libertà e coraggio che mi ha fatto riflettere su come sia importante cambiare punto di vista, anche proprio fisicamente, per vedere le cose in modo diverso e agire verso il cambiamento.
Nature. Pour une reconciliation, documentario del 2025 di Yann Arthus-Bertrand, che è un fotografo, giornalista, regista e ambientalista francese. Arthus-Bertrand è noto per il suo progetto La terra vista dal cielo (La terre vue du ciel), una straordinaria raccolta di vedute aeree che mostrano la bellezza e la fragilità della natura e i segni dell’impatto umano sul pianeta.
Il film l’ho visto ad agosto lo scorso anno e mi sono resa conto di avere sempre avuto sotto gli occhi il poster di una sua foto di una veduta aerea del deserto, in casa.
La musica è Metamorphosis di Philip Glass. Mi sembra descrivere pienamente le sensazioni che questa notizia mi suscita, ma con una nota di speranza.
Mi sa che è tutto, noi ci vediamo alla prossima puntata di Mesi x Linguetta!
Che uscirà lunedì 24 agosto, alla scoperta del giorno comune scelto da Chiara Lorenzoni e Irene Penazzi, e di tutte le storie che gli stanno intorno.
Chiara Lorenzoni è scrittrice. Su Instagram la trovate come @chiaralorenzoni8.
Irene Penazzi è illustratrice. Su Instagram la trovate come @irenepenazzi.







Ciao Andrea, volevo dirti che è già la seconda volta che torno su una delle tue puntate sui mesi per rispondere a delle domande emerse durante delle conversazioni da tavolo estive. La prima volta si parlava della Sagrada Familia, e la seconda di Ferragosto. Proprio ieri mio figlio mi ha chiesto che cosa si festeggia e Ferragosto e da dove viene questa parola (e quindi io ho tirato fuori la tua Linguetta dal cappello!). Il punto è che ora vuole sapere perché Ferragosto è un giorno di "ferie" se la gente è già in ferie. Insomma, perché le ferie nelle ferie? Aiuto! Comunque è proprio vero che la lentezza del mese di agosto favorisce l'osservazione ;-)
Buonissimo agosto